domenica 27 luglio 2014

Ritorno



Sono tornato. Me ne sto col pugno chiuso davanti all'uscio della sua casa e mi accingo a bussare.
Pero` mi trattengo. Lei è sicuramente dall'altra parte della porta e mi aspetta, anzi sono io che ho la folle speranza che lo faccia, anche se sono un'estraneo per lei.
L'ho conosciuta per strada, quel giorno pioveva a dirotto,  lei mi è passata davanti, i nostri sguardi si sono sfiorati, ed è bastato ciò perchè non dimenticassi il suo volto. Ed  ora sono tornato per rivedere quel volto e quegli occhi limpidi come un lago ghiacciato; e quindi mi trovo davanti alla porta di una casa qualsiasi, ma esito prima di bussare.
e se una volta entrato la trovassi cambiata al punto da non riconoscerla affatto?

sabato 26 luglio 2014

Justine




La mia fidanzata si chiama Justine. Ha i capelli lunghi che da lontano sembrano quelli di un marine, il naso straorinariamente mobile, ora è lungo ed aguzzo, a tratti sembra adunco come quello di uno sparviero ma delle volte pare schiacciato come se fosse premuto contro una parete di vetro. I suoi occhi grandi e spalancati, che ti guardano sempre con un'aria di stupore come se il mondo intero sgorgasse per la prima volta davanti a lei in tutta la sua meraviglia, anche i suoi occhi, dicevo, di un colore azzurro pallido tendente al bruno, sono semplicemente occhetti di fanciulla, ora vispi, ora assonnati.
Justine è molto alta,  quando indossa i suoi vertiginosi tacchi a spillo mi tocca piegare il collo e guardare in alto per scorgere la sua testolina che ondeggia nel cielo azzurro, però quando indossa calzature normali è straorinariamente bassa, e la devo prendere in braccio se la voglio baciare.
La mia fidanzata si dice che fa la cassiera, in quale bettola lavori non saprei dirlo, lei non me l'ha mai detto, o forse me l'ha sussurrato mentre mi mordeva l'orecchio ma io devo non aver capito. 
la sera, quando torna a casa  dal lavoro mi mette davanti al naso le sue manine lisce ma a tratti secche e screpolate e allora mi vien da pensare: che razza di lavoro fai?
Io non le faccio mai domande indiscrete, ma una volta mentre eravamo a letto nudi e la passione ci travolgeva mi rivelò ansimando che alliscia le pizze nella pizzeria sottocasa.
Quando stiamo insieme mi piace baciarla sul collo, stringerla sul mio petto, accarezzarla sul dorso e lei inarca la schiena e struscia la guancia sulla mia mano come se volesse farmi le fusa e non mi sorprenderei se si mettesse pure a miagolare.
Justine ha un'autentica passione per i social-network, che io viceversa detesto.Li considero un miscuglio di guardonismo ed esibizionismo mentre lei crede che siano una sorta di paradiso terrestre.Un paradiso artificiale! obietto io.
Fatto sta che mi tocca stare collegato alla rete tutto il giorno ed essere pronto a corrispondere al volo approvando tutti i pensieri che le passano per la testa, più o meno intelligenti, più o meno strampalati.
Ultimamente però non si è connessa.Io  allora mi sono allarmato,  sono uscito dalla mia stanza, ho bussato alla porta della sua stanza, abitiamo nello stesso piano, ma non  ha risposto nessuno.Allora ho girato la maniglia e sono entrato, ma lei non c'era, mi sono avvicinato al tavolo, ho staccato la presa che connette il monitor al computer e, non so perchè, mi sono messo a sbirciare dentro il cavo come se cercassi qualcuno.

Effetto Mozart



una voce canticchia nell'aria, non mi accorgo della tua presenza, o forse sto solo fingendo , una bionda mi si para davanti , tiene premuto  tra l'indice ed il medio un bel sigaro, mi fai accendere? mi dice,  inspira il fumo del sigaro, le tolgo il sigaro acceso dalle dita, lo poggio sul tavolo, la stringo a me quasi con violenza , ti sfioro  la guancia con le labbra, una nuvola di fumo che profuma di rose, ti ho portato le fragoline di bosco, mi sussurra nell'orecchio, sei tu la mia fragolina, ti sussurro nell'orecchio e ti voglio assaggiare, e tu sei il mio lampone, mi dice ridendo, anch'io ti voglio assaggiare, marmellata di frutti di bosco, di mirtillo , la mia preferita, è un gioco erotico? la musica di mozart nell'aria, ma questa è la piazza col duca a cavallo, un teatro all'aperto, lunghe file di spettatori seduti,  giovani accovacciati per terra, il duetto d'amore del flauto coll'arpa,   ti guardo negli occhi , ti bacio, tutti nella piazza si baciano mentre là sul palco il nano di salisburgo  dirige l'orchestra sognando 












giovedì 24 luglio 2014

mi stai aspettando

mi stai aspettando, dobbiamo andare insieme al concerto ed io devo venire a prenderti, però non arrivo, telefoni ma non risponde nessuno,  non pensi affatto che  mi sia dimenticato dell'appuntamento, temi che mi sia capitato qualcosa e allora ti stacchi dal muro dove tieni appoggiata la testa  e vieni a cercarmi.
arrivi a casa e  cosa trovi?
sono disteso sul letto e guardo il soffitto, entri e perlustri la stanza, ti accarezzo la guancia per farmi perdonare di averti trascurata, non trovo le parole ma ti guardo negli occhi  per farti capire che forse ho sbagliato qualcosa , vedo che sei contrariata ed io sono d'accordo con te e  al tuo posto spinto dalla stizza e dalla disperazione  non esiterei ad alzare l'ombrello e a romperlo sulla mia testa.

venerdì 18 luglio 2014

nella vita accadono cose strane


un'auto piccola ma rosso fiammante, la tua mano è attratta dalla maniglia cromata di lucido, una leggera pressione, click, la portiera si apre, poggi le spalle sul morbido velluto giallo, inserisci la chiave, stai per accendere il motore ma ti fermi , pensi a qualcosa , poi ti volti, apri la portiera, una coppia di barboncini che scodinzolano con la lingua penzoloni, saltano dietro sui sedili,chiudi ma i barboncini si mettono ad abbaiare, senti dei colpi sulla porta, apri di nuovo, palline che rimbalzano e saltellano nell'auto, si sistemano accanto ai cagnolini.
ora sei perplesso,nella vita accadono cose strane alle volte,  però puoi partire, accendi il motore, guardi disteso la strada deserta oppure affollata, una mano di donna si posa sul dorso della tua mano che afferra il pomello del cambio.ti irrigidisci per la sorpresa, ti volti e vedi  due occhi nerissimi, vi guardate come teneri amanti, avvicini il tuo viso al suo viso, attrazione fatale!  la leva del cambio si muove, le ruote che sgommano, una coppia di canarini   s'inseguono nel cielo mentre baci quelle labbra dipinte di rosso scarlatto.

giovedì 17 luglio 2014

grissino



sei tornato a casa, avvilito, grasso,col pancione, sei sudato,quasi puzzolente, indossi una camicia sbottonata con un nodo sopra l'ombelico, o forse una cannottiera corta, guardi nel frigo, è vuoto, guardi nella dispensa, tutti i cassetti vuoti, anzi no, in fondo scorgi un pacco di grissini, emetti un sospiro, ora sei seduto, i grissini sul tavolo, ne sfili uno, lo avvicini agli occhi, tieni le due estremità con le mani, è lungo, sottile , odora di forno, lo spezzi,è uno scroscio come  un'onda che s'infrange e infatti sei sulla spiaggia, prendi il sole sotto l'ombrellone, c'è una bibita  e..i grissini allettanti, ne prendi uno, questa volta non lo spezzi, l'avvicini alla bocca, lo mordi, il grissino  si frantuma nella bocca, rumori che sembrano tuoni, piove a catinelle , sei in mezzo ad un incrocio, corri per ripararti, ora sei in un luogo asciutto e cosa fai? tiri fuori un grissino dalla tasca, ma sei dubbioso, strusci il ditone sul dorso del grissino, è ruvido al tatto, senti un sibilo, un venticello ti accarezza il viso, è una tavolata in campagna, ma sei solo, nel piatto grissini che si avvolgono dentro tenere fette di prosciutto, crudo

domenica 13 luglio 2014

Bungalow


Seduto al tavolino di un bar all'aperto, avvicini il calice alla bocca, solo un piccolo sorso, è un vinello, allora bevi un altro sorso e poi un'altro ancora, alle tue spalle il sole è appena tramontato o meglio si è nascosto dietro palazzi e palazzine,  guardi   il viale col traffico d'auto, in fondo al viale la cupola di una chiesa e le colline e dietro le colline  scorgi un bagliore, è il sole che che fa capolino.
Ti alzi estasiato, la cameriera si avvicina trafelata, quasi correndo: le devo dare il resto, ma io non ho pagato, qui ognuno paga per un'altro, ti dice, ed io per chi dovrei pagare? ma la cameriera è scomparsa e allora vai  via, cammini sotto i portici, il flusso dei passanti ti trascina, è un'onda che travolge questi sciocchi pensieri, finisci sott'acqua, però sai nuotare,  risali agitando le gambe, le scarpe e la giacca ti danno fastidio, anche la camicia, te ne liberi, adesso nuoti con vigorose bracciate, devi raggiungere un punto preciso, hai un appuntamento.
Hai nuotato diverse ore, sei stanco morto, un'onda ti butta sulla riva, sei disteso sulla sabbia, il sole in alto nel cielo, un piede ti accarezza la guancia e  una voce sensuale sopra la testa  : finalmente sei arrivato, dove sono le chiavi del bungalow...