Cercasi editore serio che pubblichi gli Abbozzetti riveduti corretti e ampliati
mercoledì 4 novembre 2015
giovedì 15 ottobre 2015
schiuma di mare
Mi sedetti sulla poltrona di pelle nera, era comoda, distesi braccia e mani, era morbida al tatto, l'odore della pelle, della vernice, mi colpì, e vidi un uomo venirmi incontro, teneva una grossa pelle beige sotto il braccio, ti va di vedere il colore? disse, mi passò davanti,
distese la pelle nella cabina luce, accesi la lampada diurna e poi quella a fluorescenza,
hai controllato il metamerismo quando hai preparato il colore? Non era una domanda di Giuliano, era una formula propiziatoria che si adoperava sempre quando si faceva la verifica della pelle di prova prima di mandare il produzione l'intero lotto.
Buttai con un ampio ma lento movimento del braccio il campione sulla pelle beige, quasi bianca, ma rimasi sorpreso, il campione , di un bel colore azzurro mare risaltava parecchio in mezzo a tutto quel bianco.
Cos'è successo, esclamai, sul fusto c'era scritto "schiuma di mare" e quello è il colore del lotto, disse Giuliano, e mi mostrò la scheda di produzione del lotto.
A questo punto volsi lo sguardo severo sul mio aiutante, un giovane dall'aspetto di un bambino, le guance paffute e gli occhiali dalle spesse lenti , così spesse che non riuscivo mai a capire come facesse a pesare le decine di formule colore che gli davo tutto il santo giorno , a etichettare i fusti, fare l'inventario del magazzino senza sbagliare mai.
Mi guardò imbarazzato, era rigido, teneva le mani nelle tasche del camice ma il rumore delle penne e dei pennarelli che sfregava in continuazione mi era alquanto molesto.
distese la pelle nella cabina luce, accesi la lampada diurna e poi quella a fluorescenza,
hai controllato il metamerismo quando hai preparato il colore? Non era una domanda di Giuliano, era una formula propiziatoria che si adoperava sempre quando si faceva la verifica della pelle di prova prima di mandare il produzione l'intero lotto.
Buttai con un ampio ma lento movimento del braccio il campione sulla pelle beige, quasi bianca, ma rimasi sorpreso, il campione , di un bel colore azzurro mare risaltava parecchio in mezzo a tutto quel bianco.
Cos'è successo, esclamai, sul fusto c'era scritto "schiuma di mare" e quello è il colore del lotto, disse Giuliano, e mi mostrò la scheda di produzione del lotto.
A questo punto volsi lo sguardo severo sul mio aiutante, un giovane dall'aspetto di un bambino, le guance paffute e gli occhiali dalle spesse lenti , così spesse che non riuscivo mai a capire come facesse a pesare le decine di formule colore che gli davo tutto il santo giorno , a etichettare i fusti, fare l'inventario del magazzino senza sbagliare mai.
Mi guardò imbarazzato, era rigido, teneva le mani nelle tasche del camice ma il rumore delle penne e dei pennarelli che sfregava in continuazione mi era alquanto molesto.
martedì 29 settembre 2015
Gigio, il gorgonzola, gli incisivi ed il randello
Ogni volta che scopro che rosicchi il gorgonzola di nascosto ti becchi una randellata sugli incisivi.
Il concetto non ti è chiaro?
No
Ah nooo? E allora ti faccio un disegnino;
Qui c'è la tua bocca, mi segui?
Sì
Colle dita della mano ti sollevo il mento,
apri la bocca e mostri gli incisivi, sporgenti e un po' distanti e di là c'è il randello, lo tengo coll'altra mano e lo agito nell'aria.
Sei pronto?
Si!
Bene, adesso parte il colpo...
Ahi!
Il concetto non ti è chiaro?
No
Ah nooo? E allora ti faccio un disegnino;
Qui c'è la tua bocca, mi segui?
Sì
Colle dita della mano ti sollevo il mento,
apri la bocca e mostri gli incisivi, sporgenti e un po' distanti e di là c'è il randello, lo tengo coll'altra mano e lo agito nell'aria.
Sei pronto?
Si!
Bene, adesso parte il colpo...
Ahi!
mercoledì 23 settembre 2015
la nuda roccia
Le ho scritto, quattro volte o quarantaquattro volte, ma lei non ha mai risposto.
Lei è sempre lì, in quella sperduta bettola in cima alla montagna e ascolta il fragore delle onde che si schiantano sulla nuda roccia.
Allora sorride, spalanca esageratamente la bella bocca e fissa collo sguardo un punto che lei soltanto vede.
Ogni tanto porge lo scontrino a qualche sperduto avventore, ogni tanto ricevi il resto.
Lei è sempre lì, in quella sperduta bettola in cima alla montagna e ascolta il fragore delle onde che si schiantano sulla nuda roccia.
Allora sorride, spalanca esageratamente la bella bocca e fissa collo sguardo un punto che lei soltanto vede.
Ogni tanto porge lo scontrino a qualche sperduto avventore, ogni tanto ricevi il resto.
la strega dormiva
Sollevai il lenzuolo, la strega dormiva, di fianco, era nuda la guancia posava sulle mani, le gambe affusolate erano leggermente piegate,
il mio sguardo la fece voltare, vedevo il pube coi peli arricciati, sentivo il respiro dei seni.
La strega allargò le braccia, teneva gli occhi chiusi:
- Vieni, entra nel mio sogno, in due è più dolce sognare
il mio sguardo la fece voltare, vedevo il pube coi peli arricciati, sentivo il respiro dei seni.
La strega allargò le braccia, teneva gli occhi chiusi:
- Vieni, entra nel mio sogno, in due è più dolce sognare
venerdì 18 settembre 2015
scia
" un sogno vissuto non è il sogno raccontato" , ho detto stamattina alla mia migliore amica.
Lei mi ha guardato un'attimo con gli occhi spalancati come non capisse , ha abbassato gli occhi, si è accesa un sigaro, ha fatto un lungo tiro ( ha tirato mezzo sigaro).
Poi ha espulso il fumo , la lunga scia di fumo ha attraversato la stanza , è uscita dalla finestra, si è dispersa nell'aria.
Com'è limpida l'aria questa mattina, i tordi cinguettano nel cielo azzurro, davanti alla finestra (e` al terzo piano) si vedono casette colorate addossate all'argine del fiume, dietro, i profili ondulati delle colline. Sotto la finestra si odono le urla dei bambini, di quando in quando una palla sale davanti alla finestra, poi ridiscende.
" un sogno se non puoi raccontarlo, dopo averlo ricordato, non esiste affatto".
è il suono della voce della mia migliore amica , ma il senso di ciò che dice mi sfugge totalmente.
Lei mi ha guardato un'attimo con gli occhi spalancati come non capisse , ha abbassato gli occhi, si è accesa un sigaro, ha fatto un lungo tiro ( ha tirato mezzo sigaro).
Poi ha espulso il fumo , la lunga scia di fumo ha attraversato la stanza , è uscita dalla finestra, si è dispersa nell'aria.
Com'è limpida l'aria questa mattina, i tordi cinguettano nel cielo azzurro, davanti alla finestra (e` al terzo piano) si vedono casette colorate addossate all'argine del fiume, dietro, i profili ondulati delle colline. Sotto la finestra si odono le urla dei bambini, di quando in quando una palla sale davanti alla finestra, poi ridiscende.
" un sogno se non puoi raccontarlo, dopo averlo ricordato, non esiste affatto".
è il suono della voce della mia migliore amica , ma il senso di ciò che dice mi sfugge totalmente.
giovedì 3 settembre 2015
Era una fitta boscaglia...
Era una fitta boscaglia, il fogliame basso degli alberi impediva la vista, mani di donna colle unghie curate separavano da parte a parte il fogliame, si aprì un varco e comparve una casa, il fumo usciva dal caminetto, i rintocchi del pugno della donna risuonarono sulla porta.
La porta si aprì, uscì un gruppetto di nani colla barbetta e il naso a patata.
Sono cappuccetto rosso, così disse la donna, la mia nonnina alloggia alla locanda dei sette nani, non è questa la locanda dei sette nani?
Questa non è una locanda, rispose burbero il nano che sembrava il più autorevole del gruppo, ma poi sembrò ricordarsi di qualcosa, sorrise e disse:
È vero, la sua nonnina alloggia qui da noi, si accomodi dove vuole, non dovrà aspettare molto tempo.
Il nano si allontanò e ritornò quasi subito in compagnia di un signore col camice bianco.
Aveva appeso al collo uno strumento che cominciò a poggiare sul petto dei nani che a loro volta avevano sollevato le magliette o sbottonato le camicie. Ascoltava il battito del cuore dei nani. Poi si avvicinò a cappuccetto rosso, dal bel decolte` emergevano i seni rigogliosi, il dottore poggiò lo strumento, il respiro era profondo, i seni di cappuccetto rosso si abbassavano e si sollevavano.
Poi si mise a leccarla sul collo, questo dottore aveva il respiro sibilante e, cosa alquanto sospetta, una lunga coda pelosa che fuoriusciva da sotto il camice.
La porta si aprì, uscì un gruppetto di nani colla barbetta e il naso a patata.
Sono cappuccetto rosso, così disse la donna, la mia nonnina alloggia alla locanda dei sette nani, non è questa la locanda dei sette nani?
Questa non è una locanda, rispose burbero il nano che sembrava il più autorevole del gruppo, ma poi sembrò ricordarsi di qualcosa, sorrise e disse:
È vero, la sua nonnina alloggia qui da noi, si accomodi dove vuole, non dovrà aspettare molto tempo.
Il nano si allontanò e ritornò quasi subito in compagnia di un signore col camice bianco.
Aveva appeso al collo uno strumento che cominciò a poggiare sul petto dei nani che a loro volta avevano sollevato le magliette o sbottonato le camicie. Ascoltava il battito del cuore dei nani. Poi si avvicinò a cappuccetto rosso, dal bel decolte` emergevano i seni rigogliosi, il dottore poggiò lo strumento, il respiro era profondo, i seni di cappuccetto rosso si abbassavano e si sollevavano.
Poi si mise a leccarla sul collo, questo dottore aveva il respiro sibilante e, cosa alquanto sospetta, una lunga coda pelosa che fuoriusciva da sotto il camice.
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